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Roberto Baggio, pallone d’oro di stile intramontabile

Roberto Baggio - Baggio eleva il Pallone D'oro
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Roberto Baggio nato a Caldogno, vicino Vicenza, resta nella storia del footbal italiano, uno dei calciatori più rappresentativi. Con caratteristiche d’attaccante, centrocampista, mezza punta o fantasista, “divin codino”, soprannominato da Agnelli, incantava per via della sua unicità nel bagaglio.

Roberto Baggio

Soprannominato Raffaello per l’eleganza, Roby è ritenuto uno dei migliori giocatori della storia del calcio mondiale; per via di uno stile ineguagliabile. Oggi, dopo molto tempo dal ritiro, ci si accorge di quanto manchi un calciatore come Baggio; indipendente, con personalità, e mai manovrabile. In tanti lo ritenevano problematico, tuttavia dopo il ritiro, mai una polemica, e una vita dedicata agli affetti.

Roberto Baggio  - Baggio alza la coppa  Uefa

Resta il miglior marcatore italiano nella competizione iridata con Paolo Rossi e Christian Vieri; nonché l’unico ad avere segnato in tre mondiali. In carriera, come d’altra parte ha messo nero su bianco, Baggio “ha fatto frizione” con non pochi allenatori, assumendosi le sue responsabilità. Ha sempre diviso a metà la critica tra ammiratori e oppositori. Eppure nel tempo quella sua “aura” di serenità, ne ha restituito un profilo di stile e classe. Con le squadre di club ha conquistato due scudetti, una Coppa Italia, e una Coppa UEFA.

Roberto Baggio e il pallone d’oro

Solo oggi comprendiamo che Baggio, sesto di otto figli, non ha regalato dei trofei ai tifosi, bensì un “modo di essere uomo in campo”. Nondimeno ha conseguito numerosi il riconoscimenti, tra cui il FIFA World Player e il Pallone d’oro e il Golden Foot. Inoltre è stato introdotto nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2011 e nella Walk of Fame dello sport italiano nel 2015.

Roberto Baggio - Baggio E Ronaldo in foto

E’ ambasciatore FAO e il 9 novembre 2010 ha vinto il Peace Summit Award 2010; assegnato da una commissione composta dai Premi Nobel per la pace, alla personalità più impegnata verso i bisognosi. Uomo certamente singolare, ma d’altra parte anche il suo idolo lo era in campo, ovvero Zico. C’è stata solo una donna per lui, ovvero Andreina, e l’amore per i figli. Molto gravi sono stati i suoi infortuni, basti pensare che a diciassette anni, il primo e decisivo, lo minò terribilmente.

Zico

Da allora come molti anni dopo dichiarò, giocava con una gamba e mezza. E’ incredibile ciò che ha fatto, considerando, la gravità dei vari incidenti. Baggio, era capace d’impostare la manovra di gioco repentinamente, fornendo assist come pennellate nell’aria ai compagni,con una visione di gioco, espressa in un fraseggio che resta irripetibile. Era rapido nello smarcarsi e come il vento nei tiri. Possedeva un tiro preciso come una fucilata, e un innato fiuto del gol d’altri tempi.

Roberto Baggio - Baggio Nel Milan contro Pagliuca

In grado di calciare con entrambi i piedi, ma incline a usare il destro, danzava di dribbling con il sinistro. Agile, flessuoso, dalla fantasia imprevedibile e un po’ brasiliana. Dal fascino introspettivo, Baggio ad un certo punto della vita, si è anche avvicinato al buddhismo. Al riguardo, ha inaugurato a Corsico il più grande centro culturale buddista d’Europa. Cacciatore d’altri tempi, Robby è anche proprietario di un’azienda agricola in Argentina.

Mondiali del ’94

La sua autobiografia esce nel 2001, col titolo Una porta nel cielo, nella quale ripercorre carriera, il rapporto con la fede buddhista; e si toglie molti sassolini dalle scarpe. Sono tante le squadre in cui ha militato Baggio e per lui tutte importanti, come la Fiorentina, o la Juventus. Nel primo anno in bianconero, con Maifredi, uno degli allenatori che ha più amato, segna ben 27 gol. Nella carriera di Robby ci sono stati anche il Milan, l’Inter, e non meno importanti Bologna, Brescia, dove ha lasciato un segno. Importante la presenza in azzurro, forse più per il coraggio, che per i risultati. Evocativa la sua frase: “i rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di tirarli”. Il 5 luglio 2012 acquisisce il titolo d’allenatore. Fedele a se stesso, nel 2013 si dimette da presidente del settore tecnico della Federcalcio.

Fonte foto Wikipedia – Pubblico dominio

Roberto Baggio, pallone d’oro di stile intramontabile ultima modifica: 2021-01-04T17:24:31+01:00 da simona aiuti

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